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L’interattività degli specchi di Daniel Rozin

Daniel Rozin crea installazioni e sculture che hanno la capacità unica di cambiare e di rispondere alla presenza dello spettatore. In molti casi lo spettatore diventa il contenuto del pezzo e in altri lo spettatore è invitato a svolgere un ruolo attivo nella creazione del pezzo.

Si tratta di uno degli autori più originali a livello internazionale, uno di pochi capace di esaltare il concetto di interattività e di creare legami tra artista, opera e spettatore.

Daniel Rozin nel corso di una lunga carriera, ha prodotto numerosissime opere e installazioni/specchi interattivi. Alcune non necessariamente incentrate su una manifestazione evidente della tecnologia, ma governate da un dialogo tra materiali fisici, materici, di riciclo, di utilizzo quotidiano e i computer.

Anche se in realtà in queste installazioni c’è l’utilizzo del digitale, i computer utilizzati nel lavoro di Rozin sono raramente visibili.

Di seguito ho analizzato tre dei suoi lavori più famosi e recenti. Tutti e tre fanno parte della serie dei “Mirrors” composta, oltre a essi, da molte altre installazioni. Si tratta di una traduzione di quella quotidiana interattività che un oggetto come lo specchio è in grado di creare con chi gli sta davanti.

credo che nessun’altra invenzione abbia avuto un impatto così significativo sul modo in cui le persone percepiscono il mondo attorno a loro e soprattutto sul modo in cui percepiscono loro stesse

Shiny Balls Mirror, 2003

L’installazione riproduce il concetto di pixel utilizzando 900 tubi metallici con sfere cromate riflettenti. Queste si “aprono” e “chiudono” a seconda dell’immagine che viene a crearsi data dal visitatore che gli sta davanti.

daniel rozin

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Shiny balls mirror, 2003

 

“PomPom Mirror” (2015)

Pom Pom è uno specchio-installazione di arte interattiva che assume sembianze antropomorfiche. Presenta una serie sincronizzata di 928 sfere in finta pelliccia che ruotano cambiando il loro colore. Organizzata in una griglia beige e nera, la scultura è controllata da centinaia di motori che rispecchiano le sagome degli spettatori.

 Le sagome svaniscono e riappaiono, creando una composizione apparentemente viva e avente un corpo proprio.

daniel rozin

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Pom pom Mirror, 2015

 

Penguins Mirror, 2015

Penguins Mirror è un’installazione composta da 450 pinguini di pezza motorizzati. Gli animali peluche giocano con le possibilità compositive dei colori bianco e nero. Ogni pinguino si sposta da un lato all’altro e risponde alla presenza di un pubblico che gli sta di fronte. 

daniel rozin

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Penguins Mirror, 2015


Daniel ROZIN

daniel rozinè un artista e professore che opera nell’ambito dell’arte interattiva. Come artista interattivo, Rozin crea installazioni e sculture che hanno la capacità unica di cambiare e di rispondere alla presenza e al punto di vista dello spettatore.

Rozin è Professore Associato alla Tisch School of Arts dove insegna materie come: “Project Development Studio” e “Toy Design Workshop”.

Come sviluppatore, Rozin possiede una società di software per la creazione di arte e multimedialità, la Smoothware Design.

Nato a Gerusalemme e addestrato come designer industriale, Rozin vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto ampiamente con esposizioni personali negli Stati Uniti e internazionalmente e sono stati presentati in pubblicazioni come The New York Times.

Il suo lavoro gli ha assegnato molti riconoscimenti tra cui Prix Ars Electronica e il Chrysler Design Award.

Risorse

http://www.bitforms.com/artists/rozin

http://www.digicult.it/it/design/daniel-rozin-mirror-of-the-soul/

http://www.booooooom.com/2016/07/16/an-interview-with-artist-daniel-rozin/